La Psicologia giuridica è quella branca della psicologia applicata ai contesti della giustizia, la psicologia rappresenta il suo referente scientifico – da cui trae paradigmi, modelli e strumenti teorico-metodologici – mentre il diritto e il sistema giudiziario rappresenta il proprio referente di contesto - rispetto al quale specializzare i propri modelli, metodi e strumenti e valutare le proprie applicazioni in termini di utilità, validità ed efficacia. Lo psicologo giuridico è un professionista che sa calare le conoscenze psicologiche sulle necessità del diritto e che tenta di tradurre il proprio linguaggio e comunicazione per rendersi concretamente utile ai giuristi. Una delle sue mansioni principali consiste nella quantificazione delle problematiche psicologico-cliniche insorte in seguito a fatti e avvenimenti illeciti, queste problematiche possono essere:

1- Il danno psichico si differenzia dal danno fisico poiché non ha una manifestazione esteriore tangibile. E’ caratterizzato da manifestazioni che spesso non hanno ripercussioni visibili sul corpo del soggetto. Il danno psichico può essere definito come una condizione patologica di sovvertimento della struttura psichica nei rapporti tra rappresentazione ed esperienza, ricordi e vita vissuta, emozioni e concetti che le esprimono.

2- Il danno esistenziale nasce dalla lesione dei diritti costituzionalmente garantiti e si presenta come un’alterazione, in senso peggiorativo, del modo di essere di una persona nei suoi aspetti sia individuali che sociali. Una modificazione peggiorativa dell’equilibrio psicologico e dello stile di vita nell'ambito dei rapporti sociali, della famiglia e degli affetti in ottica relazionale ed emotiva; ciò condiziona marcatamente la qualità della vita, la sua progettualità e le aspettative.

3- Il danno morale: la giurisprudenza parla di "sofferenza psichica”, uno stato di tristezza e prostrazione causato dal trauma. Non sempre è facile differenziare questo danno dai precedenti, in quanto in molti casi si tratta di modificazioni quantitative, di interpretazioni o di valutazioni che devono essere contestualizzate all’interno dello specifico ambito culturale e sociale. Questo tipo di danno non incide sulla salute psichica, ma direttamente sulla dignità umana, primo valore costituzionalmente protetto dall’art.2.

Per la quantificazione dell’incidenza del danno  sul funzionamento della persona, si fa riferimento al criterio di significatività clinica che valuta quanto la patologia causa “disagio o menomazione clinicamente significativa nel funzionamento, sociale, lavorativo o in altre aree importanti”, incluso dal DSM-IV tra i diversi criteri di significatività clinica per quasi tutte le patologie.

Quando si ha diritto al risarcimento dei danni psichici?

Se hai subito un danno per la tua salute a causa di un evento colposo o doloso allora ne hai diritto. Spesso chi subisce un danno alla salute non è consapevole dei propri diritti e rinuncia a massimizzare il giusto risarcimento economico. In particolare questo è vero per chi subisce danni alla propria salute psichica. Gli stress ambientali ingiusti cui ognuno di noi può essere sottoposto sono molteplici e di vario tipo. Le conseguenze, in termini di patologia mentale, derivanti da questo tipo di eventi lesivi sono largamente diffuse e spesso causano intensa sofferenza e importanti restrizioni alla capacità individuale di essere soggetto attivo della società, oltre a costituire un serio costo economico e sociale.

Alcuni esempi di stress ambientali lesivi:

  • Incidenti stradali, ferroviari, aerei,
  • Infortuni sul lavoro,
  • Malattie professionali,
  • Condizioni elevate di stress lavorativo,
  • Acuti conflitti familiari,
  • Errori medici,
  • Errori giudiziari.

Si tratta di eventi che, agendo come stress ambientali, possono richiedere alle persone coinvolte un aumento delle prestazioni affettive e cognitive tali da indurre, in alcune di queste, l’insorgere di danni psichici.

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