L’identità individuale è il frutto delle nostre relazioni significative. Attraverso l'ottica sistemico-relazionale, quando si presenta un problema psicologico, questo non viene letto e trattato come caratteristica solo individuale, bensì come esito di esperienze relazionali. Viene tenuto in considerazione il contesto nel quale si esprime un dato disagio, come una difficoltà della persona a superare una tappa evolutiva del suo percorso di crescita, percorso che coinvolge gli "altri significativi".
Il malessere presentato dalla persona viene letto non tanto come problema dell’individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza. Il primo ad essere preso in considerazione è il sistema familiare, ma le dinamiche disfunzionali possono collocarsi anche nel sistema coppia, nell’ambiente lavorativo, nel gruppo amicale, etc. Questo non significa che la psicoterapia sistemica va alla ricerca dei "colpevoli" del disagio andando a cercare nella famiglia, ma allarga la visuale alle relazioni, per poter comprendere meglio i vari motivi del disagio provato. Molto spesso si tratta di un incontro tra le caratteristiche individuali di una persona, il suo momento evolutivo (la fase di vita che sta attraversando), e il contesto relazionale in cui si trova.
Il lavoro psicoterapeutico non è rivolto solo ed esclusivamente al trattamento del sintomo presentato ma alle situazioni relazionali che lo hanno generato.
La psicoterapia sistemico-relazionale ha il vantaggio di permettere una psicoterapia non solo individuale, ma anche di coppia e familiare. La terapia di coppia è consigliata in quelle situazioni in cui vi è una crisi della coppia, o quando sono presenti problematiche nella comunicazione. La terapia familiare si rivelar particolarmente utile
al presentarsi di problematiche evolutive da parte dei bambini e/o degli adolescenti, essendo il legame affettivo e relazionale sentito ancora più vitale.

“Non si tratta di escludere tout court l’importanza dei sintomi (…) sono parte del sistema e svolgono una funzione. Compito del terapeuta relazionale, per giungere a una diagnosi, è comprendere il sintomo, vale a dire dare un senso a quel modo di soffrire, e di essere “componente” di una rete relazionale”
(Bogliolo C., 2012).

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